AGI –  Un detenuto si è suicidato oggi nel carcere di Teramo. Lo rende noto Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria.

 

“Ancora un suicidio di un detenuto nelle carceri, ancora – aggiunge – per impiccagione e ancora nella sezione destinata ai detenuti per reati a grande riprovazione sociale (c.d. protetti). Oggi è successo a Teramo, proprio come ieri a Verona, ed è il decimo detenuto che si toglie la vita in questo anno 2024 che sembra essere iniziato peggio dei precedenti, nei quali si erano raggiunte cifre record di 84 suicidi nel 2022 e 69 nel 2023“.

 

De Fazio fa rilevare che “pure un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria domenica scorsa ha posto fine alla sua esistenza. La campana ormai suona quasi ogni giorno nelle carceri e suona davvero per tutti noi, salvo per quanti sembra si ostinino a non volerla udire. I suicidi in carcere saranno anche simili a una ‘malattia’, come sostiene il Guardasigilli, Carlo Nordio, ma in questo caso – sostiene il sindacalista – il ministro della Giustizia deve essere il medico e non l’addetto alle pompe funebri. Da Nordio ci aspettiamo la terapia capace, quanto meno, di lenire la patologia. Del resto, basta osservare i sintomi per fare la diagnosi. Ci riferiamo al sovraffollamento detentivo, che sfiora il 130 per cento, alle carenze organiche, 18mila operatori in meno solo per la Polizia penitenziaria, alle deficienze strutturali, infrastrutturali, logistiche e negli equipaggiamenti, alla disorganizzazione e a molto altro ancora”.

 

Il Segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria chiede che “il ministro Nordio e il Governo Meloni prendano compiutamente atto della grave emergenza e varino un decreto carceri per consentire cospicue assunzioni straordinarie, con procedure accelerate, e il deflazionamento della densita’ detentiva pure attraverso una gestione esclusivamente sanitaria dei detenuti malati di mente e percorsi alternativi per i tossicodipendenti. Parallelamente,- sostiene – il Parlamento approvi una legge delega per la riforma complessiva del sistema d’esecuzione penale, la reingegnerizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e la riorganizzazione del Corpo di polizia penitenziaria. Lo ripetiamo, non c’è più tempo”.